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Fashion notes

Il tempo come capitale: perché il lusso autentico nasce dal gesto, non dal logo

Il vero lusso non coincide con un’etichetta, ma con il tempo accumulato, con la memoria che si deposita nella pratica quotidiana, con l’atto ripetuto e affinato nelle mani di chi lavora. È questa la lezione fondamentale che l’artigianato offre alla moda: il gesto, il controllo della materia, la ripetizione che diventa competenza sono patrimonio culturale prima ancora che valore economico. Quando un marchio fonda la propria identità su questa continuità, ne nasce una forma di prestigio resistente alle mode e alle oscillazioni del mercato. Al contrario, quando la produzione si disperde in catene globali senza radici, il logo resta sì visibile sull’oggetto, ma perde solidità narrativa e soprattutto valore reale.

Che cosa intendo per “gesto”?

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Blu e nero: il linguaggio silenzioso dell’eleganza

Tre visioni di blu e nero: Armani, Yamamoto, Demeulemeester. Due colori, una filosofia. Insieme raccontano la profondità dell’anima e l’evoluzione dell’eleganza nella moda contemporanea.

Nel linguaggio cromatico della moda, pochi accostamenti raccontano tanto quanto quello tra nero e blu;
un abbinamento che non si limita a una questione estetica, ma diventa linguaggio dell’anima. Due colori che si sfiorano senza mai confondersi del tutto, come due estremi della stessa emozione. Il nero rappresenta l’assoluto, il limite, il silenzio; il blu, invece, è l’attimo prima del buio, il riflesso della luce che resiste.
Insieme raccontano l’equilibrio tra forza e vulnerabilità, tra ombra e respiro. È in questo spazio che si muove l’universo di Ann Demeulemeester, una delle voci più poetiche e coerenti della moda contemporanea.

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La perfezione dell’imperfezione: la rinascita dell’artigianalità nella moda contemporanea

In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale e dall’idea di perfezione assoluta, la moda torna a celebrare ciò che la rende profondamente umana: l’imperfezione. Tra fili pendenti, patine irregolari, cuciture visibili e tracce di vita, l’artigianalità riemerge come il vero lusso, del presente e del futuro.
Oggi, mentre l’intelligenza artificiale colonizza anche i territori della moda, l’imperfezione diventa un atto di resistenza. Se gli algoritmi sono programmati per eliminare l’errore, l’artigiano lo abbraccia, lo trasforma in segno distintivo, in firma. È il difetto perfetto che rende ogni pezzo irripetibile, ogni creazione un racconto. L’artigianato, un tempo relegato alla tradizione, si reinventa come frontiera dell’innovazione emotiva.
La moda, da sempre barometro del nostro tempo, sta riscoprendo il fascino del gesto artigianale, dell’imperfezione, trasformata in segno distintivo.

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L’autunno cremisi delle Kochia

Scopri la magia dell’autunno a Ibaraki: i campi di Kochia all’Hitachi Seaside Park. Un viaggio tra i colori cangianti dei cespugli cremisi che trasformano l’autunno giapponese in un mare di bellezza e spiritualità.

Quando pensiamo alla bellezza delle stagioni giapponesi, la prima immagine che affiora alla mente è quella dell’ Hanami, la contemplazione dei ciliegi in fiore. I loro petali rosa e impalpabili sono diventati un simbolo universale di poesia, rinascita e fragilità. Eppure, chi ha avuto la fortuna di scoprire il Giappone in autunno sa che c’è un altro spettacolo naturale altrettanto emozionante, capace di stregare i sensi e restare inciso nella memoria: i campi di Kochia cremisi dell’Hitachi Seaside Park, nella prefettura di Ibaraki.
Ogni anno, quando l’estate lascia spazio alle prime brezze fresche e l’aria si fa più limpida, il parco si trasforma in un mare ondeggiante di rosso brillante. Uno scenario che conquista lo sguardo e l’anima, regalando quella sensazione di benessere profondo che solo la bellezza naturale sa offrire.

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Fashion Storytelling: la moda che narra ed è narrata.

Lo storytelling è parte integrante della moda: costruisce significati, plasma identità, e crea un dialogo profondo tra chi crea e chi indossa.
Il termine anglosassone storytelling, letteralmente “raccontare storie”, racchiude perfettamente l’essenza della moda contemporanea: un settore che, pur affondando le radici in antiche tradizioni, continua a reinventarsi attraverso narrazioni avvincenti capaci di connettersi con i consumatori a un livello emotivo e valoriale profondo.
La moda è un linguaggio, una narrazione, una trama intessuta di emozioni, memorie e identità. Passando dalla fabbrica alla passerella, dalla pagina allo schermo, dalla telecamera al blog e dallo stilista al pubblico; la moda è sia forma mediata di contenuto del branding che strumento letterario e cinematografico e, non meno importante, forma di espressione personale per il cliente. La moda è sempre stata sia soggetto che oggetto di narrazione.

Forma d’arte quotidiana.

Proprio come uno scrittore sa raccontare una storia usando le parole, gli stilisti usano la moda e il design come mezzo narrativo. Il simbolismo dietro il colore, la texture, la stampa, le immagini, i decori, le silhouette di un capo e il modo in cui sono rappresentati pubblicamente sono le forme in cui stilisti e brand raccontano le loro storie.

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Minimalismo vs Massimalismo: essenzialità raffinata o caos creativo?

Le tendenze vanno e vengono, ma minimalismo e massimalismo sono due cardini che restano costanti nel dibattito sulla moda. Due mondi apparentemente inconciliabili che come lo yin e lo yang si completano e si definiscono proprio attraverso la loro diversità. Ognuno di essi offre un approccio unico allo stile.
La terza legge del moto di Sir Isaac Newton afferma che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Allo stesso modo, ogni tendenza nella moda rappresenta una risposta a quella che l’ha preceduta, perpetuando un ciclo in cui si alternano fasi di esuberanza e fasi di sobrietà.
Come ogni forma d’arte, le mode minimalista e massimalista rappresentano gli estremi di un continuum progettuale. Entrambe, in quanto mezzi di espressione culturale, sono legate al periodo storico e sociale in cui si esprimono…

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Il bikini: storia di un capo rivoluzionario

Con l’arrivo della primavera, la moda inizia a volgere lo sguardo alla stagione estiva: tra i protagonisti indiscussi del guardaroba da spiaggia, il bikini racconta una storia di emancipazione, scandali e trasformazioni sociali che vale la pena di ripercorrere.
Il bikini infatti oltre ad essere un capo estivo iconico, riflette il modo in cui i codici sociali e gli atteggiamenti nei confronti del corpo femminile si sono evoluti nel tempo. La sua storia accompagna le grandi rivoluzioni culturali del Novecento fino a oggi.
Nato come simbolo di rottura e provocazione, il bikini ha attraversato decenni di scandali, mode e rivendicazioni, fino a diventare oggi terreno fertile per un movimento molto più ampio: quello della body positivity.

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L’esperienza sensoriale della moda

La moda è una pratica sociale e culturale, è un mondo complesso e affascinante che va ben oltre l’estetica; l’esperienza dell’indossare è un atto profondamente personale, influenzato dalle emozioni, dai ricordi e dall’immaginazione, è un atto sensoriale di auto-creazione.
Quando pensiamo alla moda ci concentriamo prevalentemente sull’aspetto visivo ed estetico degli abiti: i colori, i tagli, le tendenze. Ma cosa accadrebbe se ampliassimo questa prospettiva esplorando anche il tatto, l’olfatto, l’udito e persino il gusto? Questo approccio aptico – che potremmo definire moda sensoriale – sposta il focus dal puro apparire al piacere di “percepire” i nostri abiti, rendendoli parte di un’esperienza intima.

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Il design nella moda sostenibile: la mia intervista per “Sustenia”

La moda sostenibile, è un movimento e un processo di promozione del cambiamento del sistema moda verso una maggiore integrità ecologica e giustizia sociale. Alcuni stilisti stanno già svolgendo un lavoro eccezionale in questo ambito, mentre altri sono solo all’inizio di questo processo.


La moda è sempre stata per me una questione di personale passione, di cultura e di stile ed ora dopo più di trent’anni di attività come designer sono ad un punto della mia carriera in cui la prospettiva è cambiata. Il mio impegno e il mio focus a questo punto è quello di trasmettere conoscenze tecniche e creative agli studenti di moda per aiutarli a diventare la migliore versione di sé stessi. Questa opportunità di fare di più per chi insegue lo stesso sogno che ho perseguito io è altrettanto entusiasmante. E proprio questa opportunità formativa mi concede la possibilità di innescare una scintilla di cambiamento nell’ambito che mi compete e dare il mio contributo attivo alla causa della moda sostenibile.
Il processo di progettazione infatti gioca un ruolo decisivo nella creazione di una filiera della moda più sana, ed è proprio questo l’argomento dell’intervista che mi è stata fatta da “Sustenia”: Azienda umbra specializzata in corsi di formazione e servizi alle imprese.

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L’intelligenza artificiale modellerà il futuro della moda?

L’intersezione tra intelligenza artificiale e moda sta ridefinendo il paesaggio creativo e commerciale dell’industria, sollevando interrogativi cruciali sulla progettazione creativa, previsione delle tendenze e sostenibilità.

L’abbigliamento contemporaneo ha un ruolo che va ben oltre la mera funzione di coprire il corpo. È un medium di espressione che riflette non solo il carattere di un individuo, ma anche il suo modo di essere. Ogni dettaglio, dall’abito scelto alla sua modalità di essere indossato, comunica un messaggio profondo sulla personalità di chi lo porta. Tutto ciò è intrinsecamente legato a una molteplicità di fattori spesso reciprocamente influenzati tra loro, tra cui cultura, tendenze decorative, status sociale e criteri di valore personali, sociali e comunicativi.

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Artigianalità Made in Italy – Labor et Ingenium di Bottega Veneta

La nostra artigianalità, incarnata dal distintivo marchio “Made in Italy,” ha da sempre rappresentato il cuore pulsante nel mondo della moda. Questo marchio non è solo sinonimo di eccellenza, qualità e stile, ma ha anche svolto un ruolo cruciale nel consolidare la posizione dell’Italia nel settore del lusso a livello globale.

L’identità italiana e la sua connessione emotiva

L’artigianato italiano è intriso del patrimonio culturale del paese, diventando simbolo di eccellenza e creando un legame emotivo tra consumatori e prodotti di lusso. Questa abilità di essere “locale e globale allo stesso tempo” non solo preserva le tradizioni, ma le trasforma in un punto di forza, dimostrando che l’artigianato Made in Italy può essere al passo con le richieste di un mercato in continua evoluzione; quindi un elemento chiave di successo nel panorama economico contemporaneo.

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Dries Van Noten: perché adoro questo stilista belga?

Da decenni Dries Van Noten crea moda sontuosa per donne pensanti; l’ultima sua collezione Autunno Inverno 23- 24, presentata alla Paris Fashion Week, è arrivata dritta al cuore con la più semplice delle ispirazioni: “la relazione tra un capo e chi lo indossa”.

Siamo abituati a dire che i designer amano il corpo della donna, questo di solito significa che realizzano abiti molto scolpiti o abiti deliberatamente non scolpiti. Dries Van Noten incoraggia l’interiorità invece della provocazione: i suoi capi sembrano fatti non tanto per il corpo di una donna quanto per la sua mente. Un approccio che ha definito da sempre l’opera del designer belga, che evita la teatralità alla ricerca di abiti fatti per vivere nel guardaroba di chi li indossa per decenni.

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Stephen Jones il cappellaio gloriosamente glamour

Trasformativo e divertente è il modo in cui Stephen Jones, il cappellaio per antonomasia, definisce il lavoro della sua vita.

Oltre alla loro eccezionale abilità artistica e visionaria, cosa hanno in comune i designer Dior, Jean-Paul Gaultier, Rei Kawakubo, Kim Jones, Raf Simons, Maria Grazia Chiuri, Vivienne Westwood, John Galliano e Marc Jacobs? La risposta è il geniale modista iconoclasta, dal talento spaventoso: Stephen Jones. Per onorare la sua intramontabile carriera, durante la London Fashion Week, è stata svelata la sua ultima collezione autunno-inverno 2023.

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Upcycling Valentino: tessuti ricchi di storie che vivranno una seconda vita

La Maison Valentino ha avviato una collaborazione con Tissu Market intitolata “Sleeping Stock”; una favola eco friendly all’insegna dell’upcycling di tessuti metaforicamente addormentati, provenienti da passate collezioni Haute Couture e Prêt-à-porter. Tessuti unici, ricchi di storie affascinanti ancora da raccontare e ancora troppo vivi per giacere inutilizzati negli archivi, iniziano così un nuovo ciclo di vita e tornano protagonisti, all’insegna della creatività e di nuovi ambiti di utilizzo. Gli archivi di moda raccontano la storia di un marchio e sono spesso un riferimento per i futuri designer; richiamano l’identità del brand creando versioni moderne. Approccio che però fino ad ora ha riguardato principalmente abiti già realizzati.

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L’attrazione del Denim vintage: caccia all’oro blu

I consumatori Millennial, Gen Z e non solo, si stanno rivolgendo al vintage per soddisfare i loro desideri di moda nostalgica, sostenibile, unica nel suo genere e con una storia; nulla più del denim rispecchia questa visione. La stessa usura, diventa pregio ed espressione di unicità: piccoli strappi e toppe che lo rendono irripetibile. Certo non è una novità. Da sempre il jeans è il capo più ricercato tra i mercatini dell’usato, tanto che gli stessi rivenditori di fast fashion, ne hanno emulato il look logoro, ma prodotto in serie.

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Ossie Clark: il re della King’s Road in mostra a Milano

Dopo Prato, Ossie Clark e Celia Birtwell tornano in mostra a Milano fino al 10 aprile 2023, grazie alla Fondazione Sozzani, al patrocinio della Camera della Moda Italiana e alla collezione d’archivio di Massimo Cantini Parrini.Un’esperienza che non mi sono certo fatta sfuggire durante l’esposizione presso Il Museo del Tessuto di Prato e che, come appassionata di moda e di cultura e come docente, mi ha affascinato oltre misura.

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La grande mostra Fashioning Masculinities esplora l’evoluzione dell’abbigliamento maschile

La prima grande mostra dal titolo Fashioning Masculinities:The Art of Menswear che il prestigioso museo Victoria & Albert dedica all’arte e alla creatività dell’abbigliamento maschile, celebra il potere, l’artisticità e la diversità. Dai dipinti rinascimentali agli abiti di JW Anderson dimostra che il genere è sempre stato un costrutto. Con abiti indossati da artisti del calibro di Timothée Chalamet e Sam Smith, David Bowie e Marlene Dietrich, la mostra sfida e amplia la definizione stessa di menswear.

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Piccole, grandi storie di moda: Salvador Dalì e i costumi da bagno

Salvador Dalì non era estraneo al mondo della moda. Dalla creazione di copertine surrealiste per la rivista Vogue, alla sua amicizia e collaborazione creativa con la couturier italiana Elsa Schiaparelli. Per Dalì gli abiti rappresentavano solo un altro pennello che usava per dipingere il suo personaggio bizzarro, considerato emblematico per la maggior parte dei creativi di tutto il mondo.

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Wolford e Alberta Ferretti: una capsule collection romantica

Famosa per le sue collezioni di lingerie grafica e prêt-à-porter che modellano il corpo, Wolford ha invitato la designer Alberta Ferretti a disegnare una capsule collection di dieci pezzi in tonalità neutre come nero, bianco e rosa cipria. Colori che ne esaltano i giochi di pieni e vuoti con pulizia visiva e delicatezza.

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Le Night Trak…quando Nike era sinonimo di “Studio 54”

Sneakers per ballare? Con suole eleganti, argento vivo e un sacco di glitter, la Night Trak è stata creata per ballare; per Nike, gli anni ’70 hanno visto il famoso “swoosh” iniziare a dominare il mondo.

Si dice “swoosh” per rendere l’idea del fruscio della velocità di aria e acqua o di qualcuno che corre molto veloce. Se ne volete avere conferma potete verificare su qualsiasi fumetto. Ma ora questo nome è associato indelebilmente al simbolo della Nike che a onor del vero si pronuncerebbe Naiki. Nato dalla creatività di una giovane graphic designer di nome Carolyn Davidson nel 1971, questo logo pagato allora solamente 35 dollari, ha ora un valore inestimabile. La leggenda dice, dato che ora si parla di leggenda, che Carolyn abbia impiegato poco più di 18 ore per disegnare uno dei loghi più famosi al mondo.

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