Se state aspettando un lampo di creatività, provate ad abbracciare la noia.

Come diceva Gayatri Devi, l’ultima regina del Jaipur, nonché icona di moda e di cultura che ha affascinato tutto l’occidente:

“La noia non è un problema da risolvere. È l’ultimo privilegio di una mente libera”.

Ricordo che quando ero adolescente mi domandarono di esprimere un desiderio per il futuro e io risposi che non volevo annoiarmi mai.

In effetti non conoscevo veramente la dimensione e il significato della noia perché ero una ragazzina attiva, piena di amici e di interessi. Associavo la noia alle persone noiose, cioè quelle che non andavano alla mia stessa velocità con il pensiero, con l’azione o con la fantasia. Non era una questione di affinità elettive ma più che altro di voracità di vivere e imparare, desiderio di fare tutto e non perdere nulla. Concretamente, ora posso riconoscere di non aver mai “subito” la noia; anche nei momenti vuoti o nelle attività ripetitive ero sempre proiettata oltre: mi immaginavo avventure, sognavo ad occhi aperti, visualizzavo mondi. Anche mentre nuotavo (che era la mia attività predominante), cantavo mentalmente e inventavo cose. E forse proprio perché non la conoscevo, la noia mi spaventava; ora la considero un privilegio.

Ma che cosa è la noia e perché stimola la creatività?

La noia è quella spiacevole sensazione di “voler fare qualcosa, ma nello stesso tempo non voler fare nulla“. Non è un’emozione, in quanto tale, ma un processo cognitivo in cui desideriamo coinvolgere le nostre menti, ma nulla sembra soddisfarle. È una particolare combinazione di letargia e irrequietezza che la distingue dalla frustrazione (dove un desiderio specifico è stato contrastato) o dall’apatia (dove non c’è alcun desiderio).  In questa società del fare, della produttività e del multitasking, è spesso associata alla mancanza di ambizione. In realtà la noia è uno stato produttivo; quando ci sentiamo annoiati, cerchiamo stimoli che possano eliminare la brutta sensazione a breve termine.

“La noia ci annuncia che la quotidianità è diventata scontata, che occorrerebbe un cambiamento, una boccata d’aria fresca. Insomma, la noia ci annuncia il suo opposto”. Paolo Crepet

La noia è quindi un catalizzatore per l’azione; ci stimola a sviluppare la creatività, a trovare novità, che è ciò che rende gli esseri umani ciò che sono: intelligenti e curiosi. Quando siamo annoiati, siamo motivati a fare cambiamenti, a fare qualcosa di nuovo. Siamo incoraggiati a mettere in discussione lo status quo, a trovare una strada diversa. È questo il segnale da esplorare.

Non si può riempire il vuoto interiore arredando l’esterno

Nel nostro mondo sempre più rumoroso e fonte di distrazione, raramente ci annoiamo. L’attaccamento culturale ai cellulari, con tutte le sue funzioni, sta paradossalmente distruggendo la nostra capacità di annoiarci. Gli studi dimostrano che riempire i nostri cervelli con il flusso costante di informazioni spazzatura, tweed, post, pettegolezzi…, lascia poco spazio a idee creative e originali. Con gli smartphone che scorriamo e scorriamo freneticamente abbiamo il mondo intero a portata di mano. Tutto ciò stimola la produzione della sostanza chimica del “benessere”, la dopamina, che crea dipendenza, quindi ne vogliamo sempre di più. Più stimoli abbiamo, più ne abbiamo bisogno. Con continue stimolazioni a portata di mano, la nostra tolleranza alla noia è svanita.

“Il dramma è la vita con le parti noiose recise”. Alfred Hitchcock

Essere impegnati è spesso associato a tratti positivi come essere interessanti, produttivi ed efficienti. Ma, in questa era, i nostri cervelli sono sovraccarichi di informazioni e distrazioni. L’eccessiva ricchezza di stimoli provoca scarsità di attenzione trasformandosi in un’ottima strategia per sfuggire alla realtà o a noi stessi.

La noia favorisce la creatività, l’autostima e il pensiero originale.

Costringe il nostro cervello a creare, collegandosi con le proprie informazioni e risorse, invece di ricevere passivamente informazioni esterne; interpreta gli scenari e applica ciò che è stato appreso e come potrebbe essere utilizzato in futuro. La noia contribuisce a mettere la nostra esistenza nella nostra prospettiva: ci proiettiamo verso l’interno e prestiamo attenzione a ciò che sta accadendo sotto le nostre emozioni.
Aumenta l’autoconsapevolezza di ciò che facciamo e non ci piace e ci incoraggia a passare a obiettivi e progetti più soddisfacenti.

“Dal non fare nulla”, possiamo ottenere molto di più di quanto pensiamo; magari quel momento “eureka”, quel lampo che chiamiamo “intuizione”, nel quale si risolve un problema complesso.
Ma per attingere alla vera noia adesso ci dobbiamo impegnare, tralasciando tutti gli stimoli esterni per lasciare la mente vagare liberamente. La noia è un privilegio e la sua benedizione è la creatività.

Cris…VeryCris

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