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Le righe e la moda – La storia di uno stile

La maglia a righe non è solo un trend del momento, ha una storia…ora ve la racconto

Parlare di moda potrebbe sembrare frivolo agli occhi di qualcuno, invece essa è in grado di dire tantissimo sia per quanto riguarda un periodo storico, sia la condizione sociale o culturale di una società, i sentimenti, le emozioni delle persone.

La moda ha un grandissimo potenziale comunicativo, è una realtà concreta e allo stesso tempo effimera. E’ un fenomeno collettivo e la sua mutabilità, sia nel tempo che nello spazio, ne è la caratteristica principale.

La moda ci dice molto (non tutto) della gente, delle strade, della cultura, della storia, delle paure e delle speranze di un momento storico che con determinati abiti si è attraversato.

Per esempio le righe, di gran tendenza oggi, sono sinonimo di spensieratezza, gioia di vivere, semplicità e fascino naturale e per questo hanno saputo conquistare il cuore e il guardaroba di molte donne e molti uomini. Nella storia hanno col tempo assunto significati diversi come anche le persone che le indossavano.

Le hanno indossate star del cinema ed intellettuali, ma sono anche state la divisa di prigionieri e schiavi.

Nel libro libro “ La stoffa del diavolo” di Michel Pastoureau racconta molto bene come nel medioevo le rigature fossero ritenute causa di disordine sociale. Infatti venivano indossate dai buffoni di corte, dai pazzi, da chi non era nella normalità, ovvero gli scarti della società, gli emarginati. Da qui “ il diavolo si nasconde tra le righe”.

Indossarle era considerata una forma di trasgressione, che segnava negativamente i giudizi delle persone, ed ecco perché carcerati li vestivano con la divisa a strisce.

Verso la fine del 700 però, durante la guerra d’indipendenza, diventa celebre il vessillo a strisce e quindi indossarle diventa un modo per affermare le proprie simpatie liberali.

E qualche anno dopo diventeranno l’insegna della rivoluzione Francese.

Facciamo ora un salto nel tempo fino all’ 800 e precisamente al 1858. La Marina Nazionale francese introdusse la divisa ufficiale da marinaio, descrivendone minuziosamente ogni dettaglio: la maglia (a maniche a lunghe) doveva avere 21 righe blu indaco per ciascuna delle vittorie di Napoleone, con strisce bianche due volte più grandi di quelle blu. Il design aveva lo scopo di renderli più facili da vedere in acqua in caso di emergenza. La maglia a righe è nota anche come “righe bretoni” perché era diffusa in Bretagna tra i pescatori che indossavano maglioni di lana (a righe) molto resistenti e adatti per ripararsi dal freddo durante le loro lunghe uscite in barca.

E chi se non la geniale Coco Chanel negli anni ’20 poteva sdoganare questa maglia da divisa tipicamente maschile, come capo femminile abbinandola a perle e rossetto e trasformandola in mise di tendenza elevandolo a simbolo dello stile chic balneare.

Da questo momento in poi la storia della shirt a righe nel mondo della moda è tutta in ascesa.

Divenne subito popolare tra le star, da James Dean e Brigitte Bardot a Edie Sedgwick e Audrey Hepburn…

Jean-Paul Gaultier ne farà il suo marchio di fabbrica indossandolo lui stesso e reinterpretandolo in tutte le sue collezioni.

È innanzitutto il potere evocativo di questo capo che conta per me, una nostalgiaE poi questo maglione alla marinara mi interessa per il suo lato graficoL’ho fatto in tutti i modi possibili e impossibili

In “ Vestivamo alla marinara” Susanna Agnelli racconta come nella sua infanzia passata in Versilia, lo stile marinaresco fosse una moda imprescindibile.

La maglia a righe orizzontali bianche e blu era già oggetto di culto e espressione di un modo di vivere.

La lista delle donne e degli uomini che ci hanno regalato dei veri momenti moda indossando la maglia a righe è lunga e trascende lo spazio e il tempo.

Con il denim: forma la coppia ideale per un outfit semplice. Per rendere più creativo l’abbinamento aggiungi dei gioielli sottili, labbra o unghie rosse, una grande cintura, rimbocca le maniche.

Con la pelle nera: ha la capacità di alleggerire l’aggressività una minigonna in pelle sexy o una giacca da motociclista rock. Usala come arma segreta quando i tuoi abiti sembrano troppo audaci.

Con la pelle scamosciata: è l’incontro di due personalità.

Con la mini gonna: il bon ton incontra l’audacia ed è subito amore.

Con i colori: fortunatamente, si abbina a tutti i colori, siano pastello o audaci, caldi o freddi, tutti vengono impreziositi da una classica marinière.

Con il leopardato: così originale, eccentrico e provocatorio, bisogna solo saperlo portare e dosare.

Con un trench e un paio di décolleté, è la perfetta divisa parigina anche se a me piace di più con delle sneakers.

Con la gonna midi a ruota: l’essenza del romanticismo, da abbinare ad un basco il gioco è fatto.

Con la salopette in jeans: per un look sbarazzino e fresco.

Con i pantaloni bianchi: per uno stile navy, splendido con il cappello di paglia e maxi cardigan.

Con i pantaloni blu/neri: a sigaretta o larghi con le ballerine, le sneakers o i tacchi è un classico facile ma sempre cool.


Con gli shorts e perché no con le bretelle.

Non c’è l’imbarazzo della scelta, voi quale combinazione preferite?

Non trovate che la moda sia anche decisamente divertente?

Se vi è piaciuto l’articolo votate con le stelline, grazie !!

A presto…

Cris…VeryCris

[Voti: 9   Media: 5/5]

Jeans … seventies revival

E’ arrivata finalmente la primavera e con i primi caldi il desiderio irrefrenabile di … jeans.

Esiste un motivo per cui non buttiamo mai via i nostri vecchi jeans e li teniamo gelosamente custoditi nel nostro armadio. C’è dell’affetto verso il denim, verso i lavaggi e le colorazioni differenti che lo caratterizzano; verso le vestibilità che nel corso degli anni si sono avvicendate e che sono sempre diventate iconiche. Sarà quell’aria di vissuto, sarà che siamo tutti un po’ romantici, perché non c’è nulla che sia più vintage e senza tempo del jeans.
Anni ’50
L’icona del momento era Marilyn Monroe e gli abiti del momento rispecchiavano le sue forme del corpo.
Mi viene subito in mente un’immagine del film “gli spostati” nel quale indossava con sensuale noncuranza jeans a vita alta e camicia bianca.
Anni ’60
Il denim era l’uniforme di attivisti del movimento per i diritti civili e i ribelli. Il patchwork, la pittura e il ricamo hanno fatto la loro prima apparizione su pantaloni, salopette e altro.
Anni ’70
Sono stati illuminati dal bagliore di icone come Jane Birkin, Farrah Fawcett e la cantante Debbie Harry (in arte Blondie) che indossavano jeans a vita alta, aderenti e scampanati sul fondo.
Anni ’80
I jeans firmati diventarono un vero e proprio status symbol ed erano tassativamente con la gamba e il fondo stretto.
A quale di questi memorabili decenni ci ispireremo questa primavera?
Innanzitutto la cosa certa è che i giorni della vita super bassa ci hanno lasciato definitivamente, ora il pendolo oscilla verso l’alto e quei centimetri in più che acquistiamo in vita enfatizzano la femminilità, pochi centimetri in più, a quanto pare, contengono un sacco di “style power”.
Il concept più amato questa primavera è blue denim, slavato o tagliato a vivo, l’importante è che sia da vero “animo hippie”.
Il riferimento di stile è sicuramente Jane Birkin, quindi assisteremo ad una splendida parata di jeans anni ’70.
Memorizzate gli spunti fondamentali per la reinterpretazione di capi vintage: stile retrò, vita alta, zampa d’elefante, tasche applicate, bottoni evidenti, orlo dei pantaloni che copre appena le scarpe, sia che indossiate un sandalo piatto o il tacco alto.
Vi Presento la mia guida per padroneggiare la nuova stagione in denim, con qualche indicazione qualora il vostro armadio fosse sprovvisto di modelli storicamente seventies.
Jane Birkin
Hudson
seventies revival
Rag&Bone
seventies revival
seventies revival
McGuire
seventies revival
seventies revival
Victoria Beckam
seventies revival
Zara
seventies revival
Zara – Marc Jacobs
seventies revival
Zara
seventies revival
Come si dice, nella moda, alcune cose cambiano, alcune rimangono le stesse, ora sta a voi interpretarle e giocarci un po’.
Ah dimenticavo…almeno cinque giorni della settimana verranno spesi in denim.
Buon divertimento!

Cris (VeryCris)

Hudson Jeans
Zara
Victoria Beckam
Marc Jacobs
McGuire
Rag&Bone

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