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Safari and the City

Tutti d’accordo nel rispolverare in chiave contemporanea lo stile safari?

Sì, ma senza sviare l’attenzione dalla donna moderna che vive e si muove in uno scenario prettamente metropolitano.

Con l’avvio della bella stagione, sale il desiderio di vestire con uno stile casual ma al contempo ricercato, raffinato e sobrio, avventuroso ed estremamente chic.

Cosa c’è di meglio di uno stile dallo spirito romantico e dall’anima avventurosa e libera?

Il mood safari-coloniale ci riporta immediatamente alle atmosfere calde di film come “la mia Africa” o “ il tè nel deserto” facendoci vivere atmosfere di terre lontane.

Il colore cachi, kaki, o haki o khaki in inglese, deriva dal nome persiano khak che significa “terra”, da cui deriva khaki che significa “di color terra”, fulcro e cuore di questo stile.

Infatti possiamo richiamare il coloniale anche solo attraverso i colori delle sfumature del deserto, l’ocra, il ruggine, le tinte speziate del pepe, dello zenzero, del pistacchio e lo zafferano. Tutte le tonalità che ricordano il colore del tramonto nella savana andranno bene, ma non dimentichiamoci delle nuances più chiare, come il bianco e il crema e il nero dello zebrato.

La suggestione del colore è tanto forte che spesso bastano anche solo pochi accessori giusti, qualche tasca a soffietto per richiamare lo stile safari-coloniale.

Tessuti di cotone, lino e seta dalle tinte naturali, garze, tessuti morbidi e leggeri, mocassini dall’aria coloniale, cinture di cuoio, tracolle in canvas, stampe animalier, pizzi, occhiali da sole maculati o da aviatore, secchielli o marsupi pitonati, cappello panama, stivali in cuoio, giacche con tasche applicate, abiti bianchi di lino o cotone, maxi borse di paglia intrecciata e cappelli…

Anche in mancanza della sahariana, capo principe di questo stile, potrai improvvisare il tuo look safari mixando anche solo pochi accessori particolari con dei pezzi basici.

Qui troverai alcune mie idee di mix and mach da prendere come ispirazione

giacca in pelle e gonna scamosciata
abito bianco in cotone
camicia e gonna in lino bianco
pant ecru e camicia bianca in lino
gonna e stivali
camicia color terra
tuta
verde
scamiciata
sahariana
camicia bianca e pant lino
completo crema con gonna e bianco con pantalone

Adoro questo mood che miscela perfettamente lo stile femminile e fluente ed elementi maschili e il tutto con rilassatezza e una nonchalance assolutamente chic.

Anche se questa estate rischiamo di affrontare solo la giungla urbana, lo stile safari è un ottimo look, non credi?

Grazie per avermi letto, se l’articolo ti è piaciuto, dimmelo con le stelline!

Cris…VeryCris

[Voti: 7   Media: 4.9/5]

Le righe e la moda – La storia di uno stile

La maglia a righe non è solo un trend del momento, ha una storia…ora ve la racconto

Parlare di moda potrebbe sembrare frivolo agli occhi di qualcuno, invece essa è in grado di dire tantissimo sia per quanto riguarda un periodo storico, sia la condizione sociale o culturale di una società, i sentimenti, le emozioni delle persone.

La moda ha un grandissimo potenziale comunicativo, è una realtà concreta e allo stesso tempo effimera. E’ un fenomeno collettivo e la sua mutabilità, sia nel tempo che nello spazio, ne è la caratteristica principale.

La moda ci dice molto (non tutto) della gente, delle strade, della cultura, della storia, delle paure e delle speranze di un momento storico che con determinati abiti si è attraversato.

Per esempio le righe, di gran tendenza oggi, sono sinonimo di spensieratezza, gioia di vivere, semplicità e fascino naturale e per questo hanno saputo conquistare il cuore e il guardaroba di molte donne e molti uomini. Nella storia hanno col tempo assunto significati diversi come anche le persone che le indossavano.

Le hanno indossate star del cinema ed intellettuali, ma sono anche state la divisa di prigionieri e schiavi.

Nel libro libro “ La stoffa del diavolo” di Michel Pastoureau racconta molto bene come nel medioevo le rigature fossero ritenute causa di disordine sociale. Infatti venivano indossate dai buffoni di corte, dai pazzi, da chi non era nella normalità, ovvero gli scarti della società, gli emarginati. Da qui “ il diavolo si nasconde tra le righe”.

Indossarle era considerata una forma di trasgressione, che segnava negativamente i giudizi delle persone, ed ecco perché carcerati li vestivano con la divisa a strisce.

Verso la fine del 700 però, durante la guerra d’indipendenza, diventa celebre il vessillo a strisce e quindi indossarle diventa un modo per affermare le proprie simpatie liberali.

E qualche anno dopo diventeranno l’insegna della rivoluzione Francese.

Facciamo ora un salto nel tempo fino all’ 800 e precisamente al 1858. La Marina Nazionale francese introdusse la divisa ufficiale da marinaio, descrivendone minuziosamente ogni dettaglio: la maglia (a maniche a lunghe) doveva avere 21 righe blu indaco per ciascuna delle vittorie di Napoleone, con strisce bianche due volte più grandi di quelle blu. Il design aveva lo scopo di renderli più facili da vedere in acqua in caso di emergenza. La maglia a righe è nota anche come “righe bretoni” perché era diffusa in Bretagna tra i pescatori che indossavano maglioni di lana (a righe) molto resistenti e adatti per ripararsi dal freddo durante le loro lunghe uscite in barca.

E chi se non la geniale Coco Chanel negli anni ’20 poteva sdoganare questa maglia da divisa tipicamente maschile, come capo femminile abbinandola a perle e rossetto e trasformandola in mise di tendenza elevandolo a simbolo dello stile chic balneare.

Da questo momento in poi la storia della shirt a righe nel mondo della moda è tutta in ascesa.

Divenne subito popolare tra le star, da James Dean e Brigitte Bardot a Edie Sedgwick e Audrey Hepburn…

Jean-Paul Gaultier ne farà il suo marchio di fabbrica indossandolo lui stesso e reinterpretandolo in tutte le sue collezioni.

È innanzitutto il potere evocativo di questo capo che conta per me, una nostalgiaE poi questo maglione alla marinara mi interessa per il suo lato graficoL’ho fatto in tutti i modi possibili e impossibili

In “ Vestivamo alla marinara” Susanna Agnelli racconta come nella sua infanzia passata in Versilia, lo stile marinaresco fosse una moda imprescindibile.

La maglia a righe orizzontali bianche e blu era già oggetto di culto e espressione di un modo di vivere.

La lista delle donne e degli uomini che ci hanno regalato dei veri momenti moda indossando la maglia a righe è lunga e trascende lo spazio e il tempo.

Con il denim: forma la coppia ideale per un outfit semplice. Per rendere più creativo l’abbinamento aggiungi dei gioielli sottili, labbra o unghie rosse, una grande cintura, rimbocca le maniche.

Con la pelle nera: ha la capacità di alleggerire l’aggressività una minigonna in pelle sexy o una giacca da motociclista rock. Usala come arma segreta quando i tuoi abiti sembrano troppo audaci.

Con la pelle scamosciata: è l’incontro di due personalità.

Con la mini gonna: il bon ton incontra l’audacia ed è subito amore.

Con i colori: fortunatamente, si abbina a tutti i colori, siano pastello o audaci, caldi o freddi, tutti vengono impreziositi da una classica marinière.

Con il leopardato: così originale, eccentrico e provocatorio, bisogna solo saperlo portare e dosare.

Con un trench e un paio di décolleté, è la perfetta divisa parigina anche se a me piace di più con delle sneakers.

Con la gonna midi a ruota: l’essenza del romanticismo, da abbinare ad un basco il gioco è fatto.

Con la salopette in jeans: per un look sbarazzino e fresco.

Con i pantaloni bianchi: per uno stile navy, splendido con il cappello di paglia e maxi cardigan.

Con i pantaloni blu/neri: a sigaretta o larghi con le ballerine, le sneakers o i tacchi è un classico facile ma sempre cool.


Con gli shorts e perché no con le bretelle.

Non c’è l’imbarazzo della scelta, voi quale combinazione preferite?

Non trovate che la moda sia anche decisamente divertente?

Se vi è piaciuto l’articolo votate con le stelline, grazie !!

A presto…

Cris…VeryCris

[Voti: 9   Media: 5/5]

Come un plaid…

Il motivo plaid, ha una storia lunghissima che, decennio dopo decennio si rafforza, è sempre uno degli stili più cool delle stagioni fredde.

La fantasia tartan o per l’appunto plaid è diventato emblema del guardaroba della donna contemporanea.

Trame scozzesi, fantasie a quadri, tessuti a quadretti, abiti in stile plaid, palette di colori caldi e avvolgenti che custodiscono secoli di storia e significati che vanno dalla tradizione alla ribellione dei movimenti degli anni ’70, reinterpretati nello stile eclettico, vera e propria ossessione di quest’anno.

street style

Fantasioso ma senza eccedere, di carattere ma sempre elegante, il motivo plaid piace a tutti perché è versatile: lo si può indossare su uno scamiciato a un evento o su una camicia a un concerto rock e risultare ugualmente impeccabili e credibili, senza scadere nella banalità.

Il tartan è rassicurante perché ciclico: ogni vent’anni ce lo troviamo nell’armadio sotto forma di gonna a pieghe, pantaloni, camicia, giacca, trench o cappotto. Ed è sempre attuale.

La fantasia plaid è tanto raffinata e classica sui capi strutturati di taglio sartoriale, quanto perfetta per lo stile di vita all’aria aperta, come le camicie, le giacche oversize e i cappotti.
È un pattern irrinunciabile dello stile preppy che ben si abbina ai maglioncini di cachemire e al velluto a coste ed è amato persino da chi preferisce un look più rock quando i quadretti vengono abbinati alla pelle, ai jeans skinny aderenti neri o grigi e ai capi dai tagli asimmetrici.

Se lo stile della fantasia tartan è molto versatile, lo saranno anche le scarpe da abbinare al look: a seconda del capo preferito si potranno indossare combat boots, stivaletti stringati, sandali col tacco grosso da portare sulle calze coprenti o calzetti molto di moda ora, stivali al ginocchio, mocassini e ballerine.

Sbirciate tra gli street style che ho scovato e scegliete il vostro capo preferito e l’abbinamento perfetto per il vostro mood.

cappotto plaid giallo Alexa Chung € 480,00
Cappotto plaid VeryCris € 120,00
Decoltè scozzesi Nicole Saldana Pumps Deborah €188,00
cappotto plaid mood VeryCris € 120,00
sabot tartan Manolo Blahnik € 650,00
Cappotto VeryCris plaid quadri grigio € 120,00
Pant tartan plaid blu VeryCris €80,00
mantella check plaid VeryCris € 90,00
ispirazione street style

Spero che le foto e i suggerimenti di acquisto vi siano stati di ispirazione

A presto…

Cris…VeryCris

[Voti: 2   Media: 5/5]

Edie Sedgwick – timeless inspiration 1965

Cantami, oh musa…

Edie Sedgwick, palesemente bella e straordinariamente ricca, fu segnata da un’infanzia traumatica e dolorosa e dall’abuso di sostanze stupefacenti. Viso angelico e bellezza da copertina, grandi occhi da cerbiatto spaurito e fisico esile. Incarnazione dello stile Swinging Sixties, iconica e complicata “It girl” americana, salita alla ribalta come musa di Andy Warhol negli anni ’60, è ancora fonte di ispirazione per creatori di stile e d’immagine. Un esempio ne è la sfilata della primavera/estate 2013 di Marc Jacobs: in passerella modelle che indossavano magliette rigate e abiti dalle grafie pop. Lo sguardo, il trucco, le movenze esprimevano in modo innegabile da dove provenisse l’ispirazione: Edie.

Edie Sadgwick ispirazione sfilata Marc Jacobs 2013

Ci sono donne che possiedono quella scintilla di fascino indecifrabile, universale che fa scattare l’attrazione.

La breve, intensa, movimentata e tragica vita di Edie Sedgwick, la sua smagliante e rovinosa parabola attraverso l’America “che conta” degli anni Sessanta e della Pop Art, possiedono il carisma della leggenda. La sua immagine e la sua brevissima vita, contemporaneamente ricca di fascino ma anche inquietante e tragica è molto difficile da comprendere e anche da decifrare.

Per un brevissimo periodo, New York ha avuto una sua stella, una luminosissima cometa che per qualche mese ha oscurato tutto il resto.

Edie Sedgwick è stata mille cose in contraddizione fra loro: giovane ricca, biker, figura di spicco degli anni Sessanta, tossicodipendente, regina della scena gay, superstar del cinema underground, modella di Vogue, internata psichiatrica ma più di ogni altra cosa emanazione dell’immaginario artistico di Andy Warhol.

C’è qualcosa di importante in lei, nella parabola della sua vita, un mistero, delle domande che sono rimaste in sospeso e che non avranno mai risposta.

Quindi ho deciso che più che raccontare la sua turbolenta vita, preferisco che la sua immagine vi arrivi in modo molto personale, attraverso le voci delle persone che l’hanno conosciuta, frequentata, amata, odiata e che le sono state accanto per un periodo o per tutta la sua breve vita. Dai componenti della sua famiglia agli esponenti di quel mondo che tanto l’avevano affascinata.

Fu il produttore cinematografico Lester Persky ad organizzare l’incontro fra Andy ed Edie:

La sua bellezza era straordinaria. Era sempre circondata da quei mezzi personaggi un po’ falliti, ma lei aveva sempre un modo di atteggiarsi fantastico. E fu qui, a casa mia, davanti a questo tavolo di marmo, che li misi l’uno davanti all’altra. Ricordo che Andy tirò il fiato, fece gli occhi a palla, un suo atteggiamento tipico, ed esclamò: “Oh, ma è bel-liiss-simaa. Era rimasto proprio molto impressionato.”

Subito si instaurò tra loro una relazione simbiotica, tanto che lei si tagliò i capelli tingendoli di biondo perché si accordassero a quelli di Andy, insieme, lanciarono quello che è poi diventò il suo look iconico: sopracciglia accentuate, occhi marcati dall’eye-liner, orecchini fuori misura, mini-abiti a tubino indossati su spesse calze nere, minigonne vertiginose, vestiti ultra scollati e coat animalier.

Ebbe un ruolo fondamentale anche il Make-up, tutto concentrato sullo sguardo: occhi grandi e profondi marcati da righe nette di mascara, ciglia finte e sopracciglia folte e marcate. Ed eccoli lì dunque quei grandi occhi, un po’ da cerbiatta un po’ smarriti, aperti e curiosi verso il mondo.

Truman Capote a proposito di Edie:

È magnetica, eterea, smarrita e quando muove ogni parte del suo corpo staresti a guardarla per ore, con quegli occhioni intensi e scuri come due tazzine di caffè.”

Quello stile, così originale e lontano da ogni schema, entrò profondamente nell’immaginario collettivo di un’epoca. Un assistente di Andy Warhol ne fa questo sintetico ritratto:

“Indossa un cappello e una maglietta e fa tendenza. Edie è spontanea, vera, non è un’operazione di marketing è magnetismo puro.”

In quattro mesi, Andy ed Edie girano insieme undici film, il primo dei quali è Vinyl, una versione underground di Arancia Meccanica. Il critico d’arte René Ricard ricorda:

Edie e Andy! Dovevi vederli. Tutti e due vestiti allo stesso modo, maglietta dolce vita, T-shirt a righe. Andy indossava jeans di velluto nero, stivali a tacco alto: terribili, li odiavo. Quando li metteva non riusciva mai a stare in equilibrio, non riusciva mai a pettinarsi decentemente, poveretto. Edie si conciava in modo da somigliare a lui, ma l’effetto era tutto diverso! La T-shirt, le calze nere, gli orecchini lunghi; era di una bellezza sconvolgente.

Per il fotografo e pittore Robert Rauschenberg, Edie è così fresca e gradevole da mettere in risalto tutta la falsità che la circonda:

Mi sentivo sempre intimidito, imbarazzato, quando ero in sua presenza, perché lei era come l’arte. Intendo dire che era un oggetto creato con grande forza e grande efficacia.”

Edie

Naturalmente, tutto lo sfavillio di socialità e mondanità della vita newyorkese di Edie Sedgwick ha risvolti fatti di fitte ombre. È necessario rimanere fisicamente all’altezza del canone degli anni Sessanta, reggere tutte le feste, affrontare lo stress della competitività, essere sempre all’altezza degli standard sia intellettuali che mondani di Re Warhol. Il dirigente musicale americano Danny Fields ha dichiarato:

Le superstar erano una specie di forma precoce di movimento femminista. Erano brillanti, belle, aristocratiche ed indipendenti. Edie …e le altre. Erano quello che la Garbo e Bette Davis erano state negli anni Trenta. Le coccolavano tutti. Erano più in gamba di tutti gli uomini del giro. Tutti, dai ragazzini alle vecchie checche, si innamoravano di loro…proprio come le dive degli anni Trenta facevano innamorare gli uomini che le dirigevano, registi e produttori. Erano creature decisamente superiori e molto impegnate. Il genere di donne che tutti desiderano venerare. Vergini Marie, intendo. Ma erano anche persone molto distruttive: distruttive verso se stesse e gli altri. Cavalcavano l’uragano.”

Edie

Edie ha detto di se stessa:

Ero la Ragazza dell’Anno, la superstar e robaccia del genere. Facevo cose tipo…tutto quello che facevo veniva dal di dentro, immagino, era tutto motivato da disturbi psicologici. Trasformavo la mia faccia in una maschera perché non mi rendevo conto di essere bella, grazie a dio. Praticamente la distruggevo. Dovevo mettere ciglia finte nere e pesanti che sembravano ali di pipistrello, disegnarmi delle righe nere sotto gli occhi e raparmi i capelli, tagliarli e farmi le méches d’argento e bionde, tutte piccole manovre con cui reagivo alle cose che succedevano nella mia vita e che mi facevano stare male. Evadevo in un modo tutto fisico. E tutte queste cose le prendevano come una moda.”

A proposito del body nero Edie raccontò:

Quando ero con Andy . . .Ballavo jazz due volte al giorno . . . e sapevo che non avrei eccitato nessuno perciò ho indossato i miei body. . . e allora Vogue mi ha fotografato con i body e le t-shirts come se fosse una nuova moda.”

Il 26 novembre del 1965 Life scrive:

Questa ragazza dalla zazzeretta corta e dalle gambe eloquenti sta facendo per la calzamaglia nera più di quanto abbia fatto chiunque altro dai tempi di Amleto.”

Gloria Shiff editrice di Vogue durante una seduta fotografica, riconosce in Edie la sua gamma infinita di possibilità, la sua capacità di cambiare aspetto, la sua natura contraddittoria, che la fa passare dall’estrema esuberanza alla timidezza e ricorda:

Il viso di Edie non era una tela, era continuamente in movimento. Non si fermava mai…Sfoggiò tutta una gamma di atteggiamenti emotivi, come del resto è tipico di molte star. Adoravo il suo sorriso, quella sua aria da cerbiatto. La cosa stupefacente è che in quelle foto ha una faccia e un look assolutamente attuali, potrebbero comparire domani su qualsiasi rivista di moda. Non hanno data. (…) Fu una seduta incentrata sulla sua personalità: era una ragazza con della personalità. Non era per davvero una modella o una stella cinematografica: era una creatura del momento, una creatura incantevole, speciale.”

La giornalista e direttrice di Vogue America Diana Vreeland racconta:

Aveva un modo di camminare che sembrava un passo di danza; era così felice di essere al mondo. Una persona affascinante. Faceva pensare alla primavera, alla freschezza. Era pulita, trasparente, portava i capelli tirati indietro, quasi un’Alice nel Paese delle Meraviglie…Edie ballava divinamente, ed era l’unica cosa autentica in mezzo agli squali…Labbra di ciliegia e fossette nelle guance, nessuno poteva resistere al suo sorriso.”

Andava alla ricerca della vita, ma qualche volta la vita non arrivava abbastanza velocemente.”

Edie Sedgwick a proposito di Edie Sedgwick:

Ero un ottimo bersaglio per La Scena.”

Il regista Joel Schumacher racconta:

Dopo che ruppe con Andy e la cosa con Bob Dylan andò a monte, Edie voleva disperatamente fare la modella. Era incredibile in quel periodo…Era l’essenza totale della frammentazione, l’esplosione, l’incertezza e la pazzia che tutti vivemmo negli anni Sessanta. Quanto più eri provocatorio, tanto più diventavi eroe.”

A Natale, Edie Sedwick va a trovare la sua famiglia. Suo fratello Jonathan la ricorda così durante quelle vacanze:

Era davvero stranissima quando arrivò al ranch. Un manico di scopa, niente corpo, indosso le gonne più corte che abbia mai visto, ciglia super finte talmente pesanti che le facevano cascare le palpebre. Era un’aliena. Intuiva quello che stavi per dire prima che lo dicessi. Eravamo tutti a disagio. (…) Si vedeva chiaramente non solo l’insicurezza, ma lo smisurato bisogno d’amore…Ma era così difficile accettarla.”

Ormai la sua luce stava per spegnersi.

La moda dagli anni Sessanta in poi è stata profondamente influenzata dalla figura della Sedgwick. Sulle passerelle continuano a vedersi periodicamente corti capelli biondi abbinati a sopracciglia marcate, miniabiti, calzamaglie nere ed orecchini chandelier. Ora sta spopolando ovunque la moda del grigio, di cui Edie Sedgwick è stata la pioniera assoluta.

La modella iconicamente più importante degli ultimi venticinque anni,Kate Moss, ha una fisicità molto simile a quella della Sedgwick, e le assomiglia anche nei vizi pop.

Cara Delevingne ha le stesse sopracciglia scure abbinate ai capelli biondi e ha citato l’icona di Edie in un servizio di Patrick De Marchelier per Vogue China.

Curiosità: Edie era cugina di primo grado dell’attrice Kyra Sedgwick.

Devo ammettere che nello scrivere questo articolo, mi sono lasciata catturare anche io, guardando le immagini, leggendo della sua vita, ho provato emozioni varie e indubbiamente fascinazione. In certi momenti e in alcuni suoi sguardi mi è sembrato di rivedere Marilyn Monroe.

Vi lascio questo video da guardare, lei adorava ballare…

Aspetto le vostre sensazioni…grazie per la lettura!

Cris…VeryCris

[Voti: 2   Media: 5/5]

colori pastello … delicati e romantici

Il mondo della moda una volta ancora si sintonizza con il suo lato più soft.

I colori tenui e gli accostamenti in tinte pastello sono un inno alla freschezza, un invito ad emergere da una sorta di letargo invernale.
Sofisticati, femminili e delicati come i sogni: per outfit rarefatti, di grande appeal.
Lo stile si tinge di nuance delicate, colori gentili,  che addolciscono la primavera e si possono mescolare tra loro, come pescando da una busta di marshmallow.
colori pastello
colori pastello
I colori pastello preferiscono i materiali lievi, impalpabili e leggeri come la seta chiffon.
Nella moda, le tendenze passano e ritornano e, nel continuo gioco di rimandi tra passato e futuro, sono ritornati in voga i nastri.
In vita, attorno al collo, sugli accessori o dove si voglia, nastri di seta chiffon, per regalare alla prossima stagione un fresco e delicato tocco chic.
colori pastello
nastri-seta-chiffon-colori pastello
Protagonisti di tantissime passerelle, i nastrini e le collane da legare al collo, sono tornate a essere un vero feticcio per le più trendy.
E quindi,l’accessorio must have di stagione?
La collana di seta in tinte pastello, per uno stile contemporaneo tra l’hippie e il bon ton, VeryCris ovviamente…
collana-nastri-colori pastello-seta
collana-nastri-colori pastello-seta
collana-nastri-colori pastello-seta
Psssh…io le ho realizzate per il mio matrimonio e le ho regalate a tutte le invitate donne, le volete realizzare anche voi?
Nulla di più facile…cliccate sotto,  ma prima mettete un bel ” mi piace” all’articolo e condividetelo, grazie !
Tutorial

VeryCris di Cristina Pedrotti

Cruise Collection by VeryCris

Tessuti di Seta Chiffon DHG
http://www.dhgshop.it/

Photo Agnese Morganti
http://aggiemorganti.com/

[Voti: 0   Media: 0/5]

maxi pull o mini dress?

Con l’arrivo dell’inverno lo stile non va certo in letargo.

Il golf come punto di partenza, vestire mini passando attraverso il piacere del pull fuori misura è un must.
Il maglione oversized che si usa come mini dress, fa tendenza.

Malgrado il freddo pungente, è tempo di coprirsi di seduzione da valorizzare ed esibire: “Off-the-shoulder” sweater e gambe in evidenza.
La spalla scoperta è una mossa impertinente e vezzosa che evoca il candore della pelle: quando lo scollo scende, la seduzione sale, esaltando tutte le forme femminili, dalle più minute a quelle generose, rendendo il look sensuale ed inaspettato!
In filato pregiato e vaporoso che accarezza con il suo leggero tepore, il maglione o mini dress che si appoggia e scopre delicatamente l’omero, è il perfetto mix tra “daily & soirée”, un capo versatile in “parisienne style” che si potrà rendere elegante o casual con semplici tocchi.
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maxi-abito-sweater-mini dress-verycris
maxi-abito-sweater-mini dress-verycris
Io lo preferisco con gambe nude ed esibite, anche in inverno, ma se sei freddolosa, ti basterà aggiungere un paio di maliziose parigine per coprirti fino al ginocchio.
Anche l’abbinamento con leggings, pantaloni skinny o stivali cuissard, sarà davvero cool.

Per i capi della collezione VeryCris, scegli i tuoi modelli preferiti nella gallery e ricorda…
solo “pezzi unici” e irripetibili, come te…

For info: cris@fashionblognotes.com
Showroom e Shop: Passignano sul Trasimeno (PG)
Tel: 075827532

VeryCris di Cristina Pedrotti

Music video: Diego Ruvidotti – Very Cri’s Song (tema extract)
Photo contributor: @A. Mearini
Model: Alice Spaccini

[Voti: 0   Media: 0/5]

gilet…black* glam* rock*

Se hai uno spirito libero e grintoso, traducilo concretamente,
almeno nel look.

Hai mai pensato ad un maxi gilet, con una svolta di stile in chiave glam rock ?
Sei alla ricerca di un pezzo insolito e cool che sorprenda tutti?

Il maxi gilet firmato VeryCris: è estroverso, passionale, grintoso, iperfemminile e sempre elegante, da portare “all day and night long”.
In materiale pregiato e in lavorazione esclusiva e giant, per chi non ama le vie di mezzo è il capo giusto.
Il gilet può essere definito un accessorio?
Secondo me si, è il dettaglio, il particolare che rende interessante la silhouette femminile.
Il gilet lungo, un trend nato negli anni 70 è diventato, con un continua reinterpretazione in chiave moderna per renderlo più contemporaneo e “urban”, un prezioso alleato per ottenere look strepitosi.
Se decidete d’indossarlo, costruite la restante parte del look su di esso perché sarà protagonista indiscusso del vostro outfit.
Con un tubino classico o con pantaloni aderenti e stivali per esempio…

gilet giant-VeryCris
gilet giant-VeryCris
gilet giant-VeryCris
gilet giant-VeryCris

sarete sempre al top.
Solo …

VeryCris di Cristina Pedrotti

Per i capi della collezione VeryCris, scegli i tuoi modelli preferiti nella Gallery e ricorda…
solo “pezzi unici” e irripetibili, come te…

For info: cris@fashionblognotes.com
oppure chiamate: Showroom 075827532

Music Video: Diego Ruvidotti – Quiet Line_Dream Machine 4.et 2016
Photo contributor: @A. Mearini
Model: Alice Spaccini

[Voti: 0   Media: 0/5]

Tendenza gipsy … VeryCris style

Il cappotto “Crochet” gipsy style, versatile e femminile, è a pieno titolo tra gli stili cult di questa stagione.

Alle neo-romantiche a cui piacciono i look anni ’60 e ’70, quelli del periodo hippie, bohemienne, gipsy & chic, ho dedicato lo spolverino, che accarezza con grazia le forme, lungo fino alla caviglia, con le maniche a Kimono.
Un outfit accogliente e tattile, dall’anima vintage, che straripa di personalità, che vi farà sentire sempre protagoniste.
Da mixare in libertà, come capo moda, fruibile in diverse occasioni:
con il lungo abito stile gipsy percorso da fantasie, in tessuto pregiato, vintage di Armani che ne conferisce una esclusività particolare. Uno stile gipsy ma delux;
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oppure come evening coat, sopra un tubino elegante, per sdrammatizzare un outfit classico con un tocco di romantica originalità;
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con una mise da cavallerizza sexy, per le più audaci dal fisico mozzafiato…
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e per finire semplicemente con i vostri jeans preferiti…
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È il capo che riscalda le giornate e che ci accompagna in ogni occasione … per non passare inosservate.
Tutto e solo VeryCris… ovviamente!
For info: cris@fashionblognotes.com
Showroom : 075 827535

 

VeryCris di Cristina Pedrotti

Photo contributor: @A. Mearini
Model: Alice Spaccini

[Voti: 0   Media: 0/5]

total black * mini skirt

Il nero è ovunque protagonista.
È uno “state of mind” prima ancora di essere una scelta stilistica.

Elegante & sexy come soltanto “lui” riesce a esserlo, classico o trasgressivo, sofisticato o audace: in una parola, nero.
Vero e proprio evergreen, il total black è sempre di tendenza, si adatta dalle occasioni diurne più informali e a quelle notturne più eleganti.
Il colore non-colore più amato dalle donne ha tanti lati positivi, come una silhouette più slanciata, un effetto luminoso su ogni carnato e in base a materiali e agli abbinamenti può diventare sexy, minimal o romantico.
L’importante è non renderlo noioso e per dare un tocco di brio al mio black outfit ho scelto … la mini skirt in lana.

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La minigonna a frange è più versatile di quanto non sembri, una piccolo-grande trend che lascia le gambe al centro esatto della scena.
Ha un doppio plus, è sexy e movimenta con ironia anche i look più rigorosi, come una semplice camicia.
L’ondulato movimento e la calda leggerezza, ci fa riassaporare il glamour di mostrare le gambe, mantenendo il mood girly e brioso.

Ideale da indossare con uno stivaletto alla caviglia, potrà diventare “Cowboy style” con stivaletti dal mood texano.
Tutto VeryCris… ovviamente
For info: cris@fashionblognotes.com

VeryCris di Cristina Pedrotti

Photo contributor: @A. Mearini
Model: Alice Spaccini

[Voti: 0   Media: 0/5]

Poncho…some like it soft

Dettaglio hot per look creativi e frizzanti, da posare sulle spalle, come giusta alternativa alla stola e alla mantella.

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Elemento jolly dell’abbigliamento a strati, il poncho “VeryCris reloaded”, è un soffice piacere da indossare in inverno.
Una corolla di pelliccia bianca che rompe gli schemi e da carattere al look, spezza e sdrammatizza, facile da abbinare, può rendere più casual o più elegante un outfit:
in questa versione VeryCris, cambia l’effetto complessivo del classico tubino contemporaneo.
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verycris poncho

Ma il poncho Verycris si abbina praticamente a tutto dai jeans, al tailleur; dal vestito hippy al pantalone nero a sigaretta, ed è già mania!
Se sei una donna che sa giocare con se stessa, a cui piace sdrammatizzare uno stile severo, piacerà questa nuvola bianca, rivisitazione in stile diva, che sembra uscita da un fumetto anni Cinquanta.
Senza contare che il morbido e voluttuoso abbraccio sulla pelle ti fa sentire subito coccolata!
Stile a prova di freddo !!
For info: cris@fashionblognotes.com
VeryCris di Cristina Pedrotti

Photo contributor: @A. Mearini
Model: Alice Spaccini

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grazie…da VeryCris

Grazie da VeryCris

La ‪‎stagione‬ è sul finire e tirando le somme mi sento di ‪‎ringraziare‬ tutti i‪ ‎visitatori‬ del mio ‪‎beachstore‬ per i ‪‎complimenti‬ , le bellissime ‪‎clienti ‬per gli ‪‎acquisti‬ che hanno decretato il ‪‎successo‬ della mia ‪‎linea‬‪ ‎VeryCris‬. ‪Un ‎grazie al ‪‎Maklas,‬ l’ ‎incantevole‬ e ‪‎raffinata‬ ‪‎location‬ che mi ha ospitato per tutta l’estate, in particolare a Massimo e a tutte le splendide persone che ci lavorano, alla Sardegna‬ con e sue immense bellezze che hanno ispirato la mia ‪collezione‬, al mio compagno Diego per il sostegno prezioso e incondizionato e a Sabrina che mi ha sopportato durante la preparazione della collezione…e seguitemi sono già in fermento per la  prossima collezione invernale…

grazie
grazie da Verycris
double-dresses--grazie da VeryCris
grazie da VeryCris
grazie da VeryCris

grazie da VeryCrisGrazie di cuore…

Cris – VeryCris

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Pizzo bianco…candidamente seducente

pizzobianco
Romantico e intrigante, sofisticato e regale, il pizzo bianco è sempre in auge sia come dettaglio o accessorio che per abiti interi.
Pensate che fino al Settecento il pizzo era presente anche nell’abbigliamento maschile, ma dall’ 800 in poi divenne un’esclusiva del tutto femminile, diventando un classico sia del romanticismo che della seduzione più sottile.
Forse proprio per la sua ambivalenza è un trend senza tempo, perfetto per essere interpretato nei look più diversi e adattabile ad ogni occasione.
Delinea una donna raffinata ed eterea, romantica e sognante, delicata e femminile.
Emblema di una eleganza ammiccante che strizza l’occhio a trasparenze e ricami, è eredità di un’artigianalità raffinata: inizialmente veniva ricavato tirando i fili del tessuto di lino che ne faceva da base, successivamente diventò una leggerissimo intreccio poi ricamato.
Le sfumature perla della trasparenza, catturano la luce per poi rifletterla, creando un effetto soft focus, che va riletto in versione più urban romantic o sportivo chic senza però perdere quel richiamo vintage che ne caratterizza il fascino.
Ogni stilista che ne ha fatto uso, lo ha declinato secondo diversi stili, lasciando a noi la creatività di giocare con gli abbinamenti più svariati.
Non rinunciate a quel dettaglio in pizzo bianco, qui troverete le mie ispirazioni per i vostri look vedo non vedo che potrete sfoggiare con la stagione calda in arrivo:
pizzo bianco
pizzo bianco
pizzo bianco
pizzo bianco
pizzo bianco
pizzo bianco
pizzo bianco
pizzo bianco
pizzo bianco
pizzo bianco
pizzo bianco
pizzo bianco
Siete state anche voi travolte dall’ondata di leggerezza e romanticismo del meraviglioso capriccio di seduzione?
Ricordate di sdrammatizzarlo nel modo giusto, magari anche con qualche accessorio.
Un outfit romantico, un po’ retrò e glamour è quello più vicino al mio stile…an exploration into fragility.
E il vostro?
Se vi è piaciuto l’articolo…condividetelo.
Cris (VeryCris)

Pizzo Vogue

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fashion pictures that I like … Paolo Roversi

“Un fotografo poco sofisticato che scatta immagini sofisticate” così si è definito Paolo Roversi, uno dei fotografi di moda attuali di maggior talento, dallo stile inconfondibile.
Eletto dai critici ”pittore di immagini”, dagli anni 80 lavora con pellicole Polaroid di grande formato (20x25cm) e sfruttando la loro particolarità riesce rendere quasi “lattiginosa” la carnagione delle modelle fornendo un’atmosfera eterea che assieme allo stile “sfocato”,diventa il suo marchio di fabbrica.
Di fondamentale importanza per lui è la centralità della figura della modella, immortalata quasi sempre su fondo neutro, con nessun altro elemento al di fuori di sé stessa e dei vestiti che indossa.
Gli editoriali di Paolo Roversi sono pubblicati nelle più importanti riviste di moda come Vogue Italia, Vogue Uk, Vogue Paris, Vanity Fair.
Ha creato bellissime campagne pubblicitarie per Dior, Cerruti, Comme des Garçons, Yves Saint Laurent, Valentino e Alberta Ferretti.
Ha lavorato con moltissime modelle e attrici come Isabella Rossellini, Natal’ja Vodjanova, Kate Moss, Stella Tennant, Tilda Swinton, Milla Jovovich.
“Il mix magico dell’immagine fotografica è quel misto indefinibile di realismo e finzione, astratto e concreto, illusione e verità.”
E se la moda è fatta anche per sognare…
Paolo-Roversi
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Cris (VeryCris)

Fonti:
http://www.vogue.it/encyclo/fotografia/r/paolo-roversi
http://en.wikipedia.org/wiki/Paolo_Roversi

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Mix appeal…pairings fashion

La moda è un’alchimia misteriosa, un’interpretazione seducente di personalità.
Adoro la tradizione e il classicismo ma conditi con un appeal ironico e comodo sia in senso letterale che emozionale.
Scelgo d’indossare cose che esprimano il mio spirito, moderno e lievemente eccentrico; che riconducano al mio pensiero, lambendo il confine dello stile con un’eleganza sovversiva.
Dedico questo articolo alle donne che come me amano la moda ma non intendono subirla, alle donne che hanno un’attitudine ultra-moda e ultra-chic, una gioiosa ed energica voglia di sperimentare, di mixare singoli pezzi in accostamenti improbabili e renderli cool.
Quali sono le regole?
Prima di tutto viene la conoscenza del proprio corpo e il modo in cui ci si sente e si porta un abito che bisogna vivere con disinvoltura; poi non può mancare un po’ di attitudine eccentrica, ma anche tanto e tanto equilibrio, perchè il rischio più grande è cadere nel borderline e nel trash.
Alle trend-setter più audaci, ricordo l’importanza della visione d’insieme nel mischiare tessuti, stili e fantasie per creare look innovativi e azzardati.
Questa “street identity” non si limita solo a mescolare stili diversi nello stesso outfit, ma coinvolge anche materiali e colori, fondendoli insieme in un’unica creazione con l’obiettivo di creare outfit preziosi e mai lasciati al caso.
Qui troverete ispirazione per le vostre piccole follie quotidiane, esempi di proporzioni nuove e acuti di follia controllata, trasgressioni eleganti, esplorazioni clorate e toni di carattere.
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Dunque: via libera alla creatività, rompete le regole e provate nuove combinazioni!

Cris (VeryCris)

Fonti: www.interviewmagazine.com www.vmagazine.com www.vogue.it www.vogue.co.uk www.vogue.com.au www.elle.se www.elle.it www.vogue.fr

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fashion picture that I like …a little gold rush…

La moda è una corsa, dentro e fuori i clichés… pretende di dire la sua, con creazioni personalissime ed interpretabili in totale libertà…perchè ogni singolo abito vale di più.
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Patrick Demarchelier è il fotografo pluri citato nel film “Il diavolo veste Prada”.
Nato nel 1944, in pochissimo tempo è diventato uno dei colossi della fotografia di moda internazionale, nel 1998 divenne il primo fotografo ufficiale di Diana Spencer (per volere della stessa), attualmente è il principale fotografo di Harper’s Bazaar.
«Un fotografo è qualcuno di fragile. Ci si deve rinnovare sempre. Per me ogni lavoro è una nuova sfida. Quel che è stato fatto prima, va dimenticato». (Patrick Demarchelier)

Cris ( VeryCris)

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