Come una moderna Penelope, Cécile Davidovici ha scelto i ricami come sua forma d’arte visiva. Rispolverando un atto percepito come antico, crea opere plastiche e contemporanee, con un “filo” conduttore che le attraversa: il legame tra innocenza e nostalgia.

Cécile Davidovici (1987) è un’artista francese che vive e lavora a Parigi, ha iniziato la sua carriera come scrittrice e regista. Dopo aver completato gli studi di recitazione e teatro, ha frequentato una scuola di cinema a New York City, dirigendo e scrivendo film che sono stati proiettati nei festival di tutto il mondo e che hanno riscosso molti consensi e ricevuto premi.

Ricami che raccontano di ricordi trovati nei film amatoriali di Cécile Davidovici

Provenendo dal cinema ha sempre prediletto esprimersi attraverso le immagini. La sua riscoperta del ricamo è iniziata dopo aver perso la madre, periodo nel quale ha sentito l’esigenza di sostituire le immagini e i suoni dei filmini VHS di famiglia, con materiali tangibili e tattili come i tessuti.

Il desiderio era quello di catturare i ricordi sbiaditi dell’infanzia e di immortalare i momenti passati trovando un nuovo significato.

Attraverso il ricamo ha scoperto un mezzo che le ha permesso di ancorarsi al momento. Ogni fotogramma congelato, nato come un frame, una fugace frazione di secondo sul nastro magnetico, viene esplorato, decostruito e ricostruito.

E’ nato così il suo primo progetto <<1988

Le immagini dei fotogrammi di 8 filmini della sua infanzia sono state accuratamente ricostruite a ricamo. Utilizzando uno spesso cotone a sei fili e punti freestyle. Con uno stile impressionistico, ha emulato le immagini in movimento, a bassa risoluzione viste negli home video degli anni ’80.

Di quei momenti creativi fatti di memoria e ricami Cécile Davidovici racconta:

“Durante intere settimane di lavoro, ho ricamato meticolosamente ogni dettaglio. È stato un tempo sacro durante il quale mi sono protetta, curata e sono rinata. Ho rivissuto quei momenti per poterli sentire sotto le dita per sempre”.

La ripetizione del gesto, la pazienza, l’abnegazione che ci vuole per dedicare tanto tempo a un lavoro le sono diventati essenziali nel quotidiano.

Una sorta di rito di passaggio, un percorso nell’intimo dei sentimenti legati al passato che le ha permesso di superare la mancanza. Ha guarito la sua nostalgia con il filo tessuto e pazientemente ha riconnesso i legami con qualcosa di tangibile, come Penelope.

E’ nato così il suo progetto <<1988, accanto ad altri suoi lavori di ricamatrice contemporanea.

Un’artista in continua esplorazione dell’intimo

Con il suo tocco unico, sovrappone i fili come farebbe un pittore e con una singolare modernità, per la scelta dell’inquadratura, dei colori e delle scene ricamate, aggiunge vento e gravità ad un pezzo di tessuto. Con punti freestyle, concentrandosi sulla luce e sui colori, ricrea atmosfere quotidiane cariche di pathos e sentimento; opere vive e poetiche.

Una reinvenzione, una nuova pelle, una nuova storia.

Nei sui ricami più recenti, “Portraits of a Constant Dream” (Ritratti di un sogno costante), Cécile Davidovici ritrae volti di donne in un meticoloso e articolato intreccio di fili che dipinge le sfumature della pelle. Crea una nuova forma di trasparenza, dietro la quale svela non solo i visi di donne, ma anche le loro più intime espressioni e sentimenti. Ogni opera rappresenta i volti quasi identici di due donne, uno è rappresentato sempre più grande, più presente, nascondendo metà dell’altro.

Non lascia spazio a null’altro sulla tela, ricca solo di un paesaggio di pelle e sguardi espressivi, interlocutori e vulnerabili.

Con meticolosa capacità tecnica e specialmente artistica, Cécile Davidovici ricrea la consistenza della pelle e i suoi mille colori, decifrando attraverso i ricami i sentimenti scolpiti nei volti. Come farebbe un ritrattista con un pennello, in ogni opera reinterpreta il viso in modo diverso, dando una nuova forma ai volti, aprendo una porta per una reinvenzione, una nuova pelle, una nuova storia.

Con i suoi ricami artistici Cécile Davidovici ha trasformato il modo in cui le persone percepiscono il ricamo, elevandolo ad espressione artistica visiva e tattile.

Cris … VeryCris

Potrebbe interessarti anche – La Milano non solo da…bere